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"La contrada" a Pizzighettone

Ritrovamenti e reperti preistorici testimoniano le remote origini di Pizzighettone, ma solo a partire dal VI secolo a.C., epoca della colonizzazione etrusca, si comincia ad avere notizie di portata significativa. Nel V secolo i Galli presero il sopravvento e rimasero sul territorio fino al 222 a.C., data di inizio della dominazione romana che si protrasse fino al 451 d.C. Fecero seguito i Goti, i Longobardi, i Franchi, poi i Vescovi di Cremona. L’epoca feudale fu molto travagliata a causa delle lotte fra imperatori e feudatari che reclamavano una sempre maggiore autonomia. Pizzighettone riuscì ad ottenere l’autonomia, conquistando numerosi privilegi a causa della sua posizione sul fiume, che la rendeva strategicamente importante. Proprio per questo motivo il borgo venne costantemente fortificato a partire dal XII secolo: chiunque fossero i dominatori, Sforza, Visconti, Spagnoli, Austriaci, tutti si prodigarono per rendere sempre più potente e meno espugnabile la cortina muraria.

L'ingresso di via Sortita
A Pizzighettone nella antica borgata di Gera, Pierangelo Sudati dirige questo ristorante elegante di tono raccolto, in cui la tradizione si unisce all'innovazione. Tra le specialità si evidenziano i fritti misti di acqua dolce, i tortelli diversi, lo sformato di luccio e lo stracotto con polenta.

S.Pietro

Questa bella chiesa è un'altra parrocchiale di Gera. Fondata probabilmente nell'VIII secolo, presenta una semplice facciata monocuspidata con finestrone settecentesco ed elegante protiro, frutto della ricostruzione del 1727. Nel 1967 la facciata venne rivestita di mosaici che s'ispirano alle opere dei grandi maestri del Rinascimento e del Barocco. L'interno è riccamente ornato di mosaici, marmi e vetrate istoriate. Molto bello è il neoclassico campanile, con cella campanaria affiancata da semicolonne doriche e ghirlanda terminale, e che ricorda molto da vicino quello della chiesa di Vaiano. Usciti dalla chiesa e seguendo l'argine dell'Adda, da Porta Bosco, oltrepassata la Tenuta del Boscone, giungiamo, tramite una strada di campagna, al santuario della Madonna della Fontana. La piccola chiesa, sorta per volere dei Borromeo, con la vicina cappella edificata sulla fonte miracolosa, è meta particolarmente frezuentata soprattutto nella bella stagione.

        

La città murata di Pizzighettone è diventata meta turistica da quando, qualche anno fa, un gruppo di cittadini ha cominciato una massiccia opera di pulitura delle mura. L’architettura esterna della cinta muraria era completamente ricoperta e quindi nascosta da una folta vegetazione: ci volle tempo, lavoro e tanta buona volontà, ma alla fine si è riusciti a riportare alla luce un enorme patrimonio storico sconosciuto fino ad almeno il 1992. I promotori dell’iniziativa costituirono il Gruppo Volontari Mura che ancora oggi opera per il ripristino e la manutenzione delle mura, nonché della promozione turistica.

Torre del Guado

Dell'antico castello di Pizzighettone rimangono due torri: quella del Guado e quella detta del Governatore. La Torre del Guado, posta nei pressi del ponte sull'Adda, è la più importante e meglio conservata. Il nome le deriva dal fatto che la torre sorgeva in prossimità del punto di attraversamento del fiume. A pianta quadrata in cotto, è coronata da slanciati beccatelli sorreggenti la merlatura a coda di rondine. La torre non venne demolita dagli Austriaci in quanto, secondo la tradizione, vi venne imprigionato Francesco I Re di Francia. Qui il sovrano francese, promotore del rinascimento francese, trascorse la sua prigionia dal 27 febbraio al 18 maggio del 1525, dopo la sconfitta subita nella battaglia presso Pavia, combattendo contro l'imperatore Carlo V di Spagna. Fu il Duca di Milano Francesco Sforza a scegliere Pizzighettone come luogo di prigionia per il sovrano francese. Rinchiuso nella stanza al secondo piano, il sovrano scrisse alla madre, Luigia di Savoia, la famosa lettera che la tradizione popolare ha condensato in "tutto è perduto fuorché l'onore". Tornato libero, il sovrano ricordò la permanenza a Pizzighettone e l'assistenza spirituale fornitagli fal parroco Gian Giacomo Cipelli, inviando alla comunità pizzighettonese ricchi doni, quali un suo manto regale, un reliquiario con la Sacra Spina ed un paliotto d'altare, doni che si possono ammirare nella chiesa di S.Bassiano. L'ingresso della torre non è quello originale. Lungo i lati meridionale e occidentale si possono notare diverse rotture entro le quali sono conficcate bombe di granito, a testimonianza degli assedi del 1706 e del 1733. Nella stanza al secondo piano venne ricostruita la stanza dove il sovrano venne tenuto prigioniero. Purtroppo alla fine della II Guerra Mondiale il torrione venne saccheggiato ed alcuni libri e ducumenti furono bruciati. La stanza venne utilizzata, nel 1948, come serbatoio per l'acqua potabile. Il restauro effettuato agli inizi degli anni '80 del secolo scorso ha riportato la torre all'aspetto originario e la stanza del Re venne ticostruita. Al piano terra, in alcune stanze, è possibile ammirare dei lacerti dell'antica decorazione del castello, risalente al XIV secolo.

 

: L'esterno con il bel portale centrale in cotto

S.Bassiano

Agli inizi del XVII secolo Pizzighettone aveva ben 10 chiese e tre monasteri, su una popolazione di 3.800 persone. Oggi all'interno della cerchia muraria possiamo ammirare la bella chiesa di S.Bassiano, posta di fronte al Palazzo Comunale, eretta nel 1158 ad iniziativa dei Lodigiani rifugiatisi a Pizzighettone dopo la distruzione della loro città. La bella ed elegante facciata a capanna, di gusto gotico, si presenta inquadrata da due contrafforti sormontati da pinnacoli, con cornice decorativa ad archetti ciechi. Al centro si apre il bel rosone del 1460, con colonnine tortili ed archi trilobati, che sormonta il portale più tardo. All'interno possiamo ammirare, nella controfacciata, la splendida Crocifissione, opera realizzata nel 1540 dal cremonese Bernardino Campi. Della scuola del Campi possiamo ammirare una serie di ventidue medaglioni raffiguranti Santi e Profeti distribuiti lunfo la navata centrale. Sopra l'ingresso della sacrestia possiamo ammirare S.Paolo, mentre nella cappella del Crocifisso vi sono alcuni piccoli affreschi di scuola lombarda, oltre ad un Angelo inginocchiato, frammento di un'Annunciazione ora scomparsa. Nella quarta cappella di sinistra è conservata una superba Decollazione del Battista, sempre opera della scuola del Campi. Nel XV secolo furono aggiunte le cappelle laterali e le volte abbassate. Nel 1741 queste ultime vennero ricostruite ed affrescate in stile neogotico, soluzione che comportò la perdita degli splendidi affreschi del catino absidale. La cappella del Rosario, adibita durante l'occupazione spagnola a cappella gentilizia per la famiglia di don Diego Salazar, conserva tre stupendi altorilievi marmorei del '300, attribuiti a Balduccio da Pisa. I bassorilievi raffigurano l'Annunciazione, la Natività e l'Adorazione dei Magi. Altre opere di rilevo conservate nella chiesa sono la Natività con S.Rocco, posta nella navata destra, opera di un pittore operante nella cerchia dei lodigiani Piazza. Bellissimo è pure il Crocifisso ligneo del XVII secolo, attribuito a Giacomo Bertesi. Lungo i pilastri della navata centrale si possono ammirare delle terrecotte, opere dello scultore veneziano Guglielmo Michieli, che le realizzò nel 1924. All'esterno si può ammirare l'elegante torre campanaria, eretta a partire dal 1533 e che riprende stilisticamente i moduli gotici quattrocenteschi. All'inizio del secolo scorso venne rialzata con la costruzione della ghirlanda terminale.

I Palazzi

All'interno della città murata si possono osservare ancor'oggi numerose case patrizie, costruite da famiglie di mercanti e da ecclesiastici. Tra questi edifici, segnaliamo il bel Palazzo Comunale, in stile tardo gotico, con porticato ad archi acuti sorretti da colonne con capitelli a cubo. Il Palazzo vebbe edificato nel periodo di massima prosperità in cui venne a trovarsi il borgo, a seguito della riconferma da parte di Galeazzo Maria Sforza di determinate condizioni di privilegio. La facciata è scandita da una delicata cornice marcapiano in cotto, mentre la parte superiore reca tracce delle antiche aperture ogivali, probabilmente bifore. Un tempo il palazzo terminava con una merlatura a coda di rondine, ancor oggi visibile sebbene tamponata da una muratura. Nella Contrada Grande, attualmente via Garibaldi nr. 18, si può ammirare il Palazzo denominato Quartiere Fino. Acquistato dal Comune nel 1436, il Palazzo fu sede della pretura. Dal 1775 ospitò la prima scuola pubblica e gratuita, voluta da Maria Teresa d'Austria. Attualmente il Palazzo, dalla sobria facciata, è sede della Biblioteca Civica. Il cortile si presenta diviso da un setto murario con portico a serliana al piano inferiore. in via Vittorio Emanuele II, al nr. 19, si trova la casa di Mons. Squintani, un tempo denominata Palazzo della Contrada della Torre, antica dimora di illustri famiglie della società civile ed ecclesiale pizzighettonese. Sulla facciata possiamo ammirare una lapide che ricorda come in quella casa, all'epoca compresa nel ghetto ebraico, lavorasse ai primi del '500 il rabbino David, uno degli iniziatori della notevolissima tradizione tipografica ebraica della pianura padana. Nell'attiguo palazzo, al nr. 21, si può ammirare un bel cancello in ferro battuto, opera del pizzighettonese Agostino Gaetani. in via Barone Smancini, al nr. 28 (un tempo denominata Contrada della Feriola), si può ammirare il bel palazzo Viarioli. La semplice facciata presenta un delizioso portale inquadrato da due lesene. All'interno si trovano due cortili porticati, sormontati da logge. Al piano superiore è conservata una cappella con decorazioni in stucco di gusto sei-settecentesco.

Il corteo Storico

Tutti gli anni, l'ultima fine di settimana del mese di giugno, si tiene a Pizzighettone il suggestivo corteo storico. Centinaia di figuranti in costumi rinascimentali rievocano la prigionia del sovrano francese Francesco I, imprigionato nella Torre del Guado nel 1525. Il corteo storico è accompagnato dal suono di chiarine e musiche dell'epoca. La suggestiva manifestazione si conclude la sera: anche questo è un momento altrettanto suggestivo, in quanto uno sfolgorante spettacolo di fuochi artificiali che si tiene sul fiume illumina le case ed i monumenti lungo l'Adda.

 

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La Contrada

Pizzighettone, Via Sortita,9
Tel. 0372 744013 
Giorno di chiusura: martedì sera e mercoledì

E' gradita la prenotazione

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Torre del Governatore

Torre del Governatore o della Bandiera

Questa torre quadrata, posta a nord-est del castello, è la più vasta di tutte. Vi si rinchiudevano i colpevoli di "lesa maestà". Venne utilizzata dagli Austriaci come Ergastoloe locale del macello. Secondo la tradizione, in questa torre vennero dimenticati , durante un assedio, parecchi poveri carcerati, che vi morirono di fame, legati agli anelli infissi nel muro. Durante la demolizione del castello, la torre venne abbassata a livello del vicino bastione. Alla fine della II Guerra Mondiale, essendo l'unica parte non protetta dalla servitù militare, venne saccheggiata. Con i mattoni dell'antica cortina vennero costruite alcune case private. La torre è lambita dalle acque del Serio Morto, che un tempo costituiva il grande fossato della fortezza.

 

 

PIZZIGHETTONE, LE MURA: L'ergastolo militare. Le garitte installate lungo il camminamento delle guardie carcerarie, ai lati del Bastione di Porta Crema, risalgono agli anni '40 del secolo scorso

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Porta Soccorso

 

 

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Veduta del Baluardo del Rivellino

Il rivellino

Il rivellino di Pizzighettone, di forma curvilinea, venne costruito agli inizi del XV secolo su iniziativa di Cabrino Fondulo e poi adattato all'uso delle armi da fuoco, a protezione di Porta Cremona Vecchia, interposto tra due fossati e due ponti levatoi. Il rivellino è formato da 7 casematte alte 3,60 metri ed offre un mirabile esempio di volta a botte in curva. L'altezza verso il fossato raggiunge i 12 metri. Il terrapieno sommitale, per la sua forma, era chiamato Bissone. Il ponte levatoio era costituito da una pesante tavola in legno, sostenuta da catene fissate a due travi alla cui estremità era posto un contrappeso. Questi ultimi, rilasciati, facevano alzare i bolzoni (le travi) che si inserivano in apposite sedi ricavate nel muro. 

 

PIZZIGHETTONE, LE MURA: veduta del lato orientale

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Veduta dell'esterno delle casematte

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Il Bastione situato sul lato orientale delle mura del carcere. All'interno è allestita un'officina con attrezzature della fine dell'Ottocento che riproduce una delle attività che si svolgevano nella fortezza

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Veduta di Porta Cremona

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Veduta di una casamatta del Rivellino

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Il Cortile interno del Rivellino

PIZZIGHETTONE, LE MURA: Le celle d'isolamento all'interno del carcere

 

 

PIZZIGHETTONE,: La Torre del Guado

PIZZIGHETTONE: Il Palazzo Comunale. In primo piano la chiesa di S.Bassiano

PIZZIGHETTONE, QUARTIERE GERA, CHIESA DI S.PIETRO: L'interno

 

PIZZIGHETTONE, CHIESA DI S.BASSIANO: L'esterno con il bel portale centrale in cotto

PIZZIGHETTONE, SANTUARIO BEATA VERGINE DEL ROGGIONE: La Madonna con il Bambino

 

 

PIZZIGHETTONE, CHIESA DI S.BASSIANO:L'Adorazione dei Magi - Altorilievo del XIV secolo

 

 

 

PIZZIGHETTONE, CHIESA DI S.ROCCO IN GERA: La pala del Malosso entro l'ancona lignea del Bertesi

 

 

 

PIZZIGHETTONE, CHIESA DI S.BASSIANO: La Crocifissione, opera del XVI secolo di Bernardino Campi

 

 PIANTA DI PIZZIGHETTONE E GERA, Disegno acquarellato del XVIII secolo